La comunità Ebraica Modenese

Giornata della Memoria 2020

27 Gennaio 2020

La storia degli ebrei modenesi, la cui presenza è accertata dal XIV secolo, è caratterizzata da periodi di tranquillità e altri di discriminazione religiosa culminata nel Seicento con l'istituzione del ghetto, situato tra la via Emilia, il vicolo Squallore, via Coltellini e via Del Taglio, nel quale restano fino al 1860. Dopo la sua abolizione, tra il 1869 e il 1873 viene costruita la Sinagoga che simboleggia l’inclusione della comunità ebraica modenese. In questa fase, l’identità della comunità stessa e la fattiva integrazione si equilibrano come confermato dall’elezione di un ebreo, il socialista Ferruccio Teglio, a sindaco di Modena avvenuta nel 1920-21. 

Con l’avvento del fascismo il primo cittadino è costretto a dimettersi sulla base del patto di pacificazione giolittiano, sarà tra gli ebrei perseguitati nel Ventennio. Secondo il censimento del 1938, voluto dal regime quale operazione preliminare prima della persecuzione metodica, in provincia di Modena vivono 547 ebrei, dei quali 267 in città, i restanti fra Carpi, Finale Emilia, Mirandola. Il 14 dicembre 1938 le leggi antiebraiche entrano ufficialmente in vigore.

La rimozione dagli incarichi e dai luoghi pubblici è tra le prime conseguenze pratiche: dall’Università sono sospesi 14 docenti e allontanati 52 ebrei stranieri studenti presso l’ateneo. Sono numerose le storie di ebrei modenesi discriminati e tutte pervase da un senso di sbalordimento per una caccia all’uomo che non si credeva possibile. Dal 1938 i bambini e i giovani ebrei non hanno più accesso alle scuole elementari. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia il 10 giugno 1940 in città le cose non cambiano molto: gli ebrei sono discriminati in modo progressivo e la comunità si assottiglia: in provincia di Modena dalle 567 presenze censite nel 1938, si passa alle 300 nel 1941 e alle 284 nel 1942.

La svolta vera nella persecuzione antiebraica si ha con l’avvento della RSI. Se prima infatti si ricorreva spesso all’applicazione di eccezioni, dopo l’8 settembre 1943 non esistono più attenuanti. Il fascismo repubblicano dichiara gli ebrei  “appartenenti a nazionalità straniera e nemica” e con la disposizione n. 5 del 30 novembre successivo essi sono soggetti ad arresto e internamento nei campi di concentramento. In provincia di Modena sono arrestati 72 ebrei dei quali 51 stranieri. Numerose sono le esperienze che raccontano di una forte rete di solidarietà che si frappone fra nazifascisti ed ebrei.

Emblematica la vicenda di Villa Emma a Nonantola, luogo che ospita e salva 73 ragazzi ebrei e dove l’intera comunità è coinvolta in una grande opera di salvataggio. Significativa anche la storia di Francesco Vecchione, capo del gabinetto della questura, al quale molti ebrei modenesi devono la vita. A sottolineare l’assurdità della persecuzione le toccanti parole dell’avvocato modenese Enzo Levi, che dopo aver rimesso in piedi lo studio distrutto dai fascisti nel 1926, è costretto a chiuderlo a causa delle leggi razziali: “lasciai il mio studio internamente mutato per sempre, ferito a morte in un sentimento del quale non avevo mai dubitato. Cinque secoli almeno, documentabili, di vita della mia famiglia in Italia, una vita di onesto lavoro, mia e dei mie avi, non erano valsi a identificarmi come cittadino della mia Patria”.

 Ghetto1

Il ghetto: Via Blasia, via Coltellini e via Taglio - Abitanti del ghetto poco prima dell’inizio degli abbattimenti.

 

 

Lista dei nomi degli ebrei nati a Modena non sopravvissuti alla Shoah e degli ebrei non modenesi arrestati a Modena.

Ciascuno dei nomi contiene un link attraverso il quale è possibile accedere alla scheda personale inserita all’interno del sito della Fondazione Centro di Documentazione ebraica contemporanea (CEDEC) nella sezione I Nomi della Shoah italiana- Memoriale delle vittime della persecuzione antiebraica 1943-1945.

 

Ebrei nati a Modena non sopravvissuti alla  Shoah


Nati a Modena 

Ascoli Irma  nata a Modena,  24  luglio 1895 

Bassani Giuseppe Benedetto  nato a Modena,  11  novembre 1866 

Castelbolognesi Federico  nato a Modena,  27  agosto 1877 

Castelfranco Emma  nata a Modena,  17  giugno 1877 

D'Italia Giovanna  nata a Modena,  13  febbraio 1887 

Graziani Adalgisa  nata a Modena,  21  marzo 1871 

Guastalla Eugenio  nato a Modena,  5  ottobre 1866 

Latis Leone     nato a Modena,  4  giugno 1886 

Latis Liliana     nata a Modena,  15  giugno 1921 

Levi Elda     nata a Modena,  13  agosto 1894 

Levi Elide  nata a Modena,  7  agosto 1875 

Levi Giorgio  nato a Modena,  28  settembre 1898 

Levi Lia Marta     nata a Modena,  23  marzo 1888 

Levi Olga     nata a Modena,  19  luglio 1883 

Lonzana Formiggini Cesare     nato a Modena,  21  aprile 1897 

Melli Benedetto  nato a Modena,  17  gennaio 1890 

Moscati Bruno  nato a Modena,  27  febbraio 1893 

Ravà Eloisa  nata a Modena,  21  febbraio 1878 

Sacerdoti Clara  nata a Modena,  4  giugno 1879 

Sacerdoti Emilio  nato a Modena,  28  settembre 1883 

Sacerdoti Evelina    nata a Modena,  21  marzo 1880 

Sinigaglia Angelo     nato a Modena,  24  agosto 1902 

Teglio Carlo  nato a Modena,  4  marzo 1866 

Teglio Rita Sara  nata a Modena,  1  agosto 1880 

Teglio Teresita  nata a Modena,  12  febbraio 1879 

Teglio Ugo  nato a Modena,   1906 

Volterra Ezio  nato a Modena,  20  gennaio 1892 

Volterra Federico  nato a Modena,  3  settembre 1899 


Ebrei non modenesi  arrestati a Modena tra il 1943 e il 1945 

Coen Giuseppe  nato a Villimpenta,  1  gennaio 1913 

Coen Marcello  nato a Mantova,  23  ottobre 1886 

Fornari Mario  nato a Firenze,  17  ottobre 1893 

Jona Gino  nato a Gorizia,  29  marzo 1889 

Levi Ines  nata a Mantova,  27  giugno 1885 

Melli Guido     nato a Reggio Emilia,  8  maggio 1896 

Vigevani Lionello     nato a Cortemaggiore,  2  gennaio 1883 

 

DATI E SCHEDE ARCHIVIO C.E.D.E.C.
(Fondazione Centro di Documentazione ebraica contemporanea)
http://www.cdec.it/

3. Copertina

Una surreale normalità.
Modena e l’Italia ai tempi delle leggi antiebraiche

Il web documentario di Federico Baracchi e Nico Guidetti con coordinamento scientifico di Giulia Dodi realizzato nell'80° della promulgazione delle leggi razziali.
Il 17 Novembre del 1938 la promulgazione dei provvedimenti per la difesa della razza sconvolge la vita degli ebrei italiani e sancisce l’introduzione di una politica apertamente razzista da parte dello Stato. Grazie ai filmati d’epoca dell’Istituto Luce, i documenti, la testimonianza, la voce degli storici e alcuni profili biografici tra i quali Angelo Fortunato Formiggini. Il racconto di snoda attraverso dieci capitoli dal 1938 fino al dopoguerra e ai difficili anni del ritorno alla normalità.

https://unasurrealenormalita.it/

Intervista a Primo Levi 

Intervista della giornalista Lucia Borgia a Primo Levi dal programma Rai “Rifarsi una vita” del 1984.

 


 

Nel corpo di Primo Levi
La performance "Se questo è Levi" -  Modena, 24 gennaio 2020

 

Rivoluzioni CARTOLINA Giornata memoria WEB 03 

Più che di fronte ad un attore che veste i panni di Primo Levi, in “Se questo è Levi” sembra di essere al cospetto di un corpo, quello del bravissimo Andrea Argentieri, riempito ed animato dalle parole, dai gesti, perfino dall'accento torinese dell'uomo Levi.

In un viaggio metaforico e reale dall'interno all'esterno, dall'intimità di uno studio alla massima esposizione di una sala consiliare, quella del Comune di Modena, lo spettatore è testimone dell'autobiografia dello scrittore, che si svolge per risposte a domande fuori campo, lettura di brani dell'opera di Levi, narrazione e, in ultimo, domande dal pubblico.

L'esperienza del lager, il bisogno-dovere della testimonianza, il lavoro di chimico e quello di scrittore, lo studio e la lingua, la religione, la riflessione sul passato e sul presente, tutto il pensiero e le vite di Levi si svolgono in tre tappe: uno studio allestito nella sala Crespellani dei Musei Civici, dove lo scrittore alla sua scrivania risponde a una voce che lo interroga sui temi della famiglia, della fede, della deportazione, delle questioni in Se questo è un uomo; un'aula universitaria nel complesso di Sant'Eufemia, dove Levi nei panni di chimico e docente parla al pubblico, seduto nei banchi, dello stretto legame tra chimica e scrittura, di comunicazione e traduzione, delle sue esperienze 'marginali' di lavoro, il lager e la “trasmutazione della materia”, anche attraverso brani da Il sistema periodico; infine la sala del Consiglio comunale nel cuore della città, dove gli spettatori occupano i seggi e liberamente rivolgono al Levi-testimone, al centro dell'aula, le 22 domande stampate in un foglio consegnato a ciascuno, nella ripetizione dell'esercizio della testimonianza a cui Levi si dedicò per anni, portandola a compimento nell'opera I sommersi e i salvati.

La fusione tra attore e personaggio interpretato è tale che nel corso della performance si ha l'impressione, sempre più inquietante, di trovarsi al cospetto dello stesso Primo Levi, in un fast-reverse che ci riporta indietro di cinquant'anni nella suggestione super-reale di ascoltare dal vivo un sopravvissuto al lager ancora 'giovane' e nel pieno della sua riflessione. Inoltre la tecnica del remote acting, dove per tutto lo spettacolo l'attore riceve indicazioni in diretta via auricolari dalla regia, quella di Luigi De Angelis, amplifica ulteriormente l'umanità e l'apparente spontaneità dell'azione e della voce dell'interprete, a favore di un realismo che di nuovo fa interrogare sulle possibilità di trasmissione/traduzione della memoria della deportazione nell'epoca della scomparsa del testimone.

"Se questo è Levi" è la performance itinerante di Luigi De Angelis/Fanny & Alexander, con drammaturgia di Chiara Lagani e regia di Luigi De Angelis, con Andrea Argentieri andata in scena a Modena il 26 gennaio 2020 in occasione della Giornata della Memoria su iniziativa di Istituto storico di Modena, Centro Documentazione Donna, Comune di Modena - Comitato per la storia e le memorie del Novecento.


Lo spettacolo è Premio Ubu Speciale 2019, Andrea Argentieri  è Premio Ubu 2019 miglior attore under 35.

Daniela Garutti

levi05

levi08