1915
Donne di pace in tempo di guerra
Alle origini del femminismo pacifista
Nel 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale entra in crisi il movimento delle donne e si apre una breccia nell’internazionalismo femminile ottocentesco. Fin dall’apertura del conflitto, i governi dei diversi paesi fanno appello alle donne per il sostegno del fronte interno. La prima reazione comune delle associazioni suffragiste e delle loro organizzazioni internazionali è quella di una netta opposizione alla guerra.
In seguito, con l’inizio delle operazioni militari, le posizioni si differenziano. In Francia, Gran Bretagna e Germania le principali associazioni femminili rispondono all’appello patriottico a essere presenti nelle attività di assistenza e a provvedere ai lavori resi necessari dalla mobilitazione degli uomini al fronte, anche nella prospettiva di un possibile riconoscimento futuro del sostegno dato al proprio paese con la conquista del diritto di voto.
Allo stesso tempo, un gruppo di donne, minoritario ma significativo, porta avanti tenacemente una scelta diversa. Il 28 aprile 1915 a Le Hague, nell’Olanda neutrale, si incontrano per il Congresso internazionale delle donne 1.187 delegate provenienti da dodici paesi tra belligeranti e non (unica italiana è la socialista Rosa Genoni). Realizzato in piena guerra superando innumerevoli difficoltà politiche e logistiche, con una straordinaria partecipazione femminile, questo incontro sancisce la nascita di un nuovo movimento politico delle donne: il femminismo pacifista.
Il congresso, presieduto da Jane Addams, femminista americana, chiede uguali diritti politici per uomini e donne e l’impegno a ricercare una soluzione pacifica delle controversie internazionali, e decide di convocare dopo la fine della guerra un altro congresso per fare sentire la voce delle donne sulle condizioni della pace.
Le divisioni intervenute nell’internazionalismo femminista di fronte alla Prima guerra mondiale e il dilemma tra patriottismo e pacifismo sono all’origine della nascita di una nuova associazione internazionale: la Women’s International League for Peace and Freedom, che per prima unisce la questione dei diritti e della libertà delle donne con il tema della pace e della nonviolenza.
