Ilva Vaccari

Modena, 11 dicembre 1912 – 24 novembre 2008

Partigiana, politica, archivista e storica

Nasce in una famiglia di tradizioni social riformiste. Il padre Ugo, noto pasticciere, e la madre Carmela Federzoni, trasmettono ai sei figli i valori dell’antifascismo. Ottenuta la licenza media inizia a lavorare come segretaria al Liceo S. Carlo di Modena e nel 1940 si iscrive al Partito socialista italiano, poi Psiup (dal 1944 al 1947).

Nel luglio-agosto del 1944 entra nella Resistenza come staffetta per il Cumer-Comando unificato militare dell’Emilia-Romagna nella zona di Carpi, Mirandola e Finale Emilia. Arrestata dall’Ufficio politico investigativo insieme alla sorella Maria, dopo essere stata prelevata dal suo luogo di lavoro e portata all’Accademia a causa del rinvenimento delle loro tessere socialiste, è liberata dal fratello Benito grazie  a uno stratagemma. Il fratello Benito è il comandante della brigata Mario Allegretti che il 22 aprile assalta il comando tedesco asserragliato in Accademia e che ne accetta la resa, liberando Modena.

Dopo la Liberazione partecipa attivamente alla vita politica: nel 1946 è eletta consigliera nel Consiglio comunale di Modena e candidata all’Assemblea costituente nella circoscrizione dell’Emilia occidentale per il Partito socialista.

Al I Congresso provinciale dell’UDI (Unione donne italiane) di Modena del 10 ottobre 1945, con 87 voti, è la più votata tra le componenti il Comitato provinciale. Per l’associazione segue in quel periodo le attività di comunicazione e di informazione per i bollettini e il quindicinale “Vita Nuova”.    

Nel 1947 con la scissione di Palazzo Barberini aderisce ai socialdemocratici. A Modena, al congresso del 3 e 4 gennaio 1947 è lei a presentare la mozione saragattiana per una maggiore autonomia dei socialisti dai comunisti che portò alla nascita del Psdi.

Nello stesso periodo, fonda l’asilo “Giacomo Matteotti” ancora presente in città.

Prima archivista dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena, è stata negli organismi dirigenti sia dell’Istituto provinciale che di quello regionale.

A partire dagli anni Cinquanta si dedica alla ricerca storica, in particolare alla storiografia del periodo resistenziale, pubblicando diversi saggi e volumi.

Nel 1978 è componente della Commissione regionale “Donne e Resistenza” per il 30° anniversario della Resistenza ed in occasione della ricerca storica promossa in quella occasione è autrice del volume La donna nel ventennio fascista 1919-1943.

Ha fatto parte della Deputazione di Storia patria e della Società di scienze e lettere “Lo Scoltenna”. È nominata Commendatore della Repubblica per meriti letterari.

S27 Ilva Vaccari2