Beatrice "Bice" Ligabue

Savigliano, Cuneo 1895 – Modena, 1981

Comunista, antifascista, amministratrice    

Nasce da Ettore ed Enrichetta Venturino. La famiglia piccolo borghese, trasferitasi a Modena nei primi anni del Novecento, è composta anche dai fratelli Anna e Giuseppe. Nel 1918 la morte della sorella minore Anna, detta Annette, già iscritta al Fronte giovanile socialista e morta a causa del debilitamento fisico causato da diversi arresti, è all’origine della scelta politica socialista di Ligabue. Il suo impegno la porta ad essere delegata al Congresso di Livorno (15-20 gennaio 1921), ma non vi si reca perché bloccata in questura. Un mese dopo è tra quei pochi socialisti che costituiscono la Federazione comunista di Modena (20 febbraio 1921). In quella occasione Ligabue entra nel Comitato direttivo per assumere la segreteria provinciale un anno dopo (gennaio 1922).

È la prima donna a livello nazionale ad assumere tale incarico. Ligabue ha ventisei anni, si è distinta in quei primi mesi di attività del partito modenese per la sua spigliatezza e preparazione politica.

Sono gli anni in cui il Pci cerca di organizzarsi a fronte delle grandi violenze fasciste. Ligabue è arrestata il 5 febbraio 1923 a seguito della cattura di Amadeo Bordiga.  Resta nel carcere di Sant’Eufemia per circa nove mesi e viene rinviata a giudizio – con l’imputazione di associazione a delinquere e di eccitamento all’insurrezione contro i poteri dello Stato – presso il Tribunale di Roma dove viene istruito il primo processo contro i quadri dirigenti del Partito comunista.

Assieme a lei, unica donna, compaiono a giudizio il 18 ottobre 1923 altri trentuno dirigenti nazionali e provinciali. Sono tutti assolti tranne il modenese Corassori, responsabile della “sezione sportiva” del partito dietro cui si celava il lavoro di costituzione dell’apparato militare del partito, arrestato per porto abusivo di due rivoltelle.

Nella primavera del 1924, Ligabue partecipa al V Congresso dell’Internazionale comunista a Mosca (17 giugno-8 luglio 1924). Il viaggio avventuroso la porta a Mosca nei giorni della morte di Lenin. Al rientro da Mosca Ligabue, insieme ad Alfeo Corassori e ai fratelli Baroni, riconferma la sua posizione a sostegno di Bordiga contro le posizioni di Gramsci discusse nel Convegno segreto di Como del maggio 1924 e avvia la campagna elettorale che dà a Modena per il Partito comunista risultati superiori alla media emiliana e nazionale. Nell’agosto 1924 una annotazione della prefettura di Modena la indica come la maggiore esponente della Federazione comunista provinciale modenese.

Nei mesi successivi Ligabue, rallenta la propria attività a seguito delle prime divergenze interne al partito modenese, tra i sostenitori della linea bordighiana e quelli della linea di centro gramsciana,  fino agli ultimi mesi del 1925 quando Ligabue abbandona la direzione provinciale del partito.

Nel 1926 fa parte della delegazione italiana diretta da Palmiro Togliatti al 6° Plenum dell’Internazionale comunista. Il 17 febbraio, quando Zinoviev apre i lavori, Ligabue è tra i massimi dirigenti del comunismo mondiale. Tornata in Italia e schedata quale dirigente comunista, viene posta sotto stretta sorveglianza e proposta per l’invio al confino ad Ustica (Palermo), commutato in soggiorno sorvegliato sotto la responsabilità del fratello. Continua comunque le sue attività clandestine.

Nel 1937 si trasferisce a Dinazzano di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, dove possiede una casa che durante la Resistenza diventa una base di appoggio per i partigiani. Eletta consigliera comunale a Modena nel 1946, resta in Consiglio comunale fino alla chiusura della legislatura nel 1951, quando si ritira dalla militanza attiva. Nel 1945 è nel primo Comitato provinciale dell’Unione donne italiane. Muore a Modena il 21 settembre 1981, all’età di 86 anni. Le ultime parole del suo testamento incitano a battersi per la pace, «un bene di tutti coloro che amano l’umanità». 

Bice Ligabue inizio anni venti2
Luoghi e Avvenimenti
Luogo
Complesso di Sant’Eufemia