1944

Costruiamo la democrazia

Nasce l’Associazione nazionale partigiani d’Italia

Dopo la Liberazione, cessano la loro attività tutti gli organismi militari nati all’interno della Resistenza e i loro membri e i partigiani confluiscono nell’Anpi, il primo organo che raccoglie gli ex combattenti della Resistenza. Il suo nucleo centrale nasce ad opera del Corpo dei volontari della libertà e del Comitato di liberazione nazionale a Roma il 6 giugno 1944, dopo la liberazione della città.

Riconosciuta ed eretta in ente morale già dall’aprile 1945, l’associazione ha un ruolo di primo piano nella difficile opera di ricostruzione delle città, nella ripresa economica, nell’assistenza a partigiani e reduci e nel coordinamento dei procedimenti per i riconoscimenti militari dei combattenti. È l’associazione partigiana che conta il maggior numero di iscritti e, accanto alle numerose iniziative celebrative ed editoriali, pubblica il mensile “Patria indipendente” (dal 2016 solo in formato digitale) e si impegna nella coltivazione della memoria della Resistenza. L’Anpi è organizzata in Comitati provinciali, regionali e in sezioni comunali, i quali accolgono, da statuto, partigiani, patrioti, internati militari e i familiari dei caduti durante il secondo conflitto mondiale, sia civili sia combattenti, e “coloro che, condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell’A.N.P.I.”, contribuiscono alla “realizzazione e alla continuità nel tempo degli scopi associativi, con il fine di conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l’impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese”.

Il Comitato provinciale di Modena tiene il suo primo congresso nel dicembre 1946 e ha come primo presidente Mario Ricci, al quale seguono Adelmo Bellelli, Oreste Gelmini, Marcello Sighinolfi, Omar Bisi, Aude Pacchioni e Lucio Ferrari. Nell’immediato dopoguerra pubblica “La voce del partigiano”, in seguito “La lotta del combattente” con l’Associazione combattenti e reduci. Dal 1988 pubblica “Resistenza e antifascismo oggi”.