Mario Ricci

Pavullo nel Frignano (Modena), 1908–1989

Partigiano, deputato

Mario Ricci nasce nel 1908 a Sassoguidano, una frazione di Pavullo nel Frignano, sull’Appennino modenese, da una famiglia molto povera. A causa di questa condizione, frequenta la scuola solo fino alla terza elementare per dedicarsi al lavoro nei campi e nei boschi e contribuire all’economia familiare.

Come molte altre famiglie del luogo, è costretto a emigrare alla ricerca di un’occupazione. Nel 1931 va in Corsica, poi in Francia, dove si ricongiunge ai suoi familiari e si avvicina al Partito comunista. Nel 1936 partecipa come volontario alla guerra civile spagnola, dove gli viene affidato il compito di commissario politico di un reparto della brigata Garibaldi che combatte contro i franchisti. Tornato in Francia, nel 1939 viene arrestato e condannato ad alcuni mesi di carcere per attività sovversiva. Nel 1941 rientra in Italia, dove è processato per il suo antifascismo e condannato a cinque anni di confino a Ventotene. alla caduta del fascismo, riesce a tornare a casa e a riorganizzare l’attività antifascista. Entra nella Resistenza con il nome di battaglia “Armando”, crea una propria formazione e comincia a coordinare militarmente i gruppi di combattenti dell’Appennino, fino alla sua nomina a comandante della brigata Ciro Menotti.

Con la nascita della zona libera di Montefiorino, diventa comandante del Corpo d’armata centro Emilia, poi si sposta nel Bolognese, dove dà vita alla divisione Modena-Armando, una delle poche formazioni partigiane riconosciute dagli Alleati.

Dopo la liberazione è nominato sindaco di Pavullo dal Cln locale, carica confermata nelle elezioni del 1946 e mantenuta fino al 1960. Nel 1948 entra alla Camera dei deputati, dove rimane per due legislature, partecipando alle attività della Commissione difesa. Dal 1945 è presidente dell’Anpi provinciale e della sezione di Pavullo, dell’Associazione combattenti e reduci e della locale Cooperativa reduci e partigiani. Nel 1953 riceve la medaglia d’oro al valor militare per le capacità dimostrate nella lotta di liberazione e prosegue il suo impegno nell’associazionismo e nella politica locale fino al 1989, anno della sua morte.

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