Mario Ruini

Modena, 1902-1921

Squadrista del fascio modenese

Mario Ruini, ucciso il 21 gennaio 1921, era considerato dai fascisti modenesi come il loro primo “martire” e come tale veniva ogni anno ampiamente celebrato.

Nato a Modena il 2 settembre 1902 (secondo alcune fonti, mentre la “Gazzetta dell’Emilia” riporta la data del 18 novembre 1901), è di statura media e ha capelli e occhi castani. Mario è figlio di Umberto (1869-1955), architetto e pittore verista, che aveva conseguito una certa celebrità, tra l’altro, per gli affreschi dell’atrio della Galleria Poletti e come illustratore di giornali satirici (tra i quali il “Duca Borso”).

Orfano di madre, Mario vive a Modena in via Giardini n. 32 insieme al fratello Arrigo, di due anni più giovane, presso la zia materna, dopo che il padre si trasferisce a Cremona per insegnare all’Istituto di Arti decorative Ala Ponzone Cimino. La zia Rosa Masetti (vedova Vaccari) si occupa dell’educazione dei due giovani. Mario consegue il diploma al Regio Istituto di Belle Arti. Animato da fervore patriottico, partecipa già adolescente a diverse manifestazioni per poi partire volontario per Fiume insieme al fratello Arrigo nel 1919. Mario viene inquadrato nel XII Reparto d’assalto “Fiamme Nere”, Arrigo nel battaglione “Giovanni Randaccio”. Ammalatosi di pleurite, è costretto a rientrare a Modena nel 1920, mentre Arrigo torna il 3 gennaio 1921. Sono tra i primi a iscriversi al fascio di combattimento di Modena e Arrigo, dopo la morte del fratello, diventa uno degli squadristi più attivi e violenti.

Mario Ruini viene ucciso sulla via Giardini, nei pressi dell’osteria del Gallo, intorno alla mezzanotte del 21 gennaio 1921. Ai funerali, tre giorni dopo, vengono esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco sul corteo, che provocano due morti, il nazionalista Orlando Antonini e il fascista Augusto Baccolini, e almeno 17 feriti.

Mario Ruini
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Avvenimento
Verso la violenza sistematizzata