1954

La piccola Hollywood della pubblicità televisiva

Nasce la casa di produzione Paul-Film

Negli anni della rinascita economica, il disegnatore Paolo “Paul” Campani intuisce le potenzialità comunicative della pubblicità animata e fonda, nel 1954, la casa di produzione Paul-film. Il suo segno morbido e accattivante, le brillanti sceneggiature di Giorgio Massimino “Max” Garnier e le ispirazioni agli studi d’animazione americani rendono ben presto la ditta famosa a livello nazionale.
Con la nascita del palinsesto pubblicitario televisivo Carosello nel 1957, la Paul-film cresce: si avvale di numerosi collaboratori, alcuni usciti dall’Istituto d’Arte Adolfo Venturi di Modena, e comprende short dal vivo, filmati a pupazzi e oggetti animati. Nel 1958 debuttano con successo i primi personaggi pubblicitari animati: Angelino per il detersivo Supertrim e l’Omino coi baffi per la caffettiera Moka Express Bialetti (con la trovata grafica delle lettere disposte in frenetica successione al posto della bocca).
Negli anni in cui l’Italia vive i frutti del miracolo economico, la prassi reclamistica prevede la creazione di storie divertenti e a lieto fine, con l’uso di accenti regionali e le allusioni al mondo reale sulla linea della ‘commedia all’italiana’. Si spiegano in questo modo i richiami di diversi personaggi della Paul-film alla fisionomia dei loro doppiatori: Svanitella, La Smorfia, il bullo Riccardone superfusto e Fido Bau sono ispirati rispettivamente a Gisella Sofio, Antonella Steni, Franco Latini e Francesco Mulè. Lo sguardo sull’oggi continua nel 1965 con Gigino Pestifero che, al grido di «Gigini di tutto il mondo unitevi!», vive a suo modo la contestazione giovanile ribellandosi al sistema con piccole malefatte subito pentite in cambio di un gelato Tanara. Nel 1967 debutta il disimpegnato antieroe Miguel-son-mi e, al fianco di Svanitella e Riccardone, compare Riccardella, la figlia “ye ye” che insegue la moda beat e il relativo corollario di pose, atteggiamenti e amici capelloni, proprio quando da Modena esplodono i fenomeni musicali dei Nomadi, di Caterina Caselli e dell’Equipe 84.

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L’era del beat all’italiana