Alfonsina, corridora

Sabato 18 luglio 2020, ore 21.00 

Giardini Ducali, Modena

Alfonsina, corridora

La prima donna al Giro d'Italia

Spettacolo di e con Claudia Bulgarelli, con canzoni e musiche originali di Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti dei Tupamaros

Alfonsina, corridora è uno spettacolo di teatro e musica, immagini ed emozioni. Quella di Alfonsina Morini in Strada – la prima donna che ha partecipato al Giro d'Italia – è una storia di riscatto e passione.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a biglietteria@emiliaromagnateatro.com o al tel. 059-2136021 dal giovedì al sabato dalle 10 alle 14. 

L’iniziativa rientra nella rassegna “I giardini d’estate 2020… di sera con Hera” a cura di Ert-Emilia Romagna Teatro Fondazione con il sostegno di Fondazione di Modena e Gruppo Hera.

Scarica la locandina

Evento Facebook

Nel Regno d'Italia di inizio '900, Alfonsina nata a Castelfranco Emilia il 16 marzo 1891, fu la prima donna ciclista in Italia. Avversata dalla famiglia questa sua passione così poco ‘femminile’, nel 1905, ad appena 14 anni, sposò Luigi Strada, che invece l’appoggiò sempre, a partire dal giorno del matrimonio, quando come dono di nozze le regalò una bicicletta da corsa. Forse per questo Alfonsina si fece sempre chiamare con il cognome del marito. Trasferitasi a Milano, cominciò ad allenarsi con il marito. Nel 1909 partecipò al Grand Prix di Pietroburgo. Nel 1917 e nel 1918 disputò il Giro della Lombardia; nel 1924 venne ammessa al Giro d’Italia, da cui però fu in seguito esclusa perché, vittima di numerose cadute, nella tappa l’Aquila-Perugia arrivò fuori tempo massimo. Ma il pubblico portò in trionfo questa donna eccezionale che, grazie a finanziatori privati, proseguì il Giro, fino ad arrivare al traguardo finale di Fiume fra i trenta ciclisti rimasti dei 90 che erano partiti. A 47 anni, nel 1938, Alfonsina Strada conquistò anche il record femminile dell’ora, con 35,28 km, che era stato stabilito otto anni prima dalla francese Louise Roger. Rimasta vedova, si risposò con un altro ciclista, Carlo Messori, con il quale proseguì l’attività sportiva, per poi dedicarsi alla cura del negozio di biciclette e officina di riparazioni del marito. Alfonsina Strada morì a Milano nel 1959, colpita da infarto mentre tentava di avviare la sua Moto Guzzi 500, con cui, causa l’avanzare dell’età, aveva da poco sostituito l’amata bicicletta. Il Comune di Castelfranco Emilia nel 2016 le ha dedicato la pista ciclabile che collega il paese con la frazione di Panzano. [Pinelli R., Dizionario biografico delle donne modenesi, Colombini Editore, Modena, 2019]

 

  

 

 

Patrimoni della Repubblica

Martedì 2 giugno

 

ore 10

72000 cassette 

La rivoluzione nell'urna

Cronache modenesi del 2 giugno 1946

 

Video racconto a cura di Caterina Liotti e Giovanni Taurasi

Regia di Dante Farricella

Con Donatella Allegro e Simone Francia

In collaborazione di ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione

 

“Saranno cinquanta milioni di schede, che verranno immesse in 72 mila cassette, metà per quelle del referendum, e metà per quelle dei deputati alla Costituente” così scrive domenica 2 giugno 1946 «Unità democratica, organo del Comitato provinciale di Liberazione nazionale». Urne rivoluzionarie perché raccolgono il suffragio universale femminile e maschile, il voto sul referendum tra Monarchia e Repubblica e quello che dovrà indicare i rappresentanti modenesi all’Assemblea Costituente. Il video 72000 cassette. La rivoluzione nell’urna racconta attraverso la narrazione giornalistica il clima di quei giorni in città. Una cronaca ricostruita attraverso la stampa, le immagini e le testimonianze degli archivi dei due istituti, Centro documentazione donna e Istituto Storico di Modena.

Guarda il video: 72000 cassette. La rivoluzione nell'urna. Cronache modenesi del 2 giugno 1946.

 

 

ore 12

Senza conoscere della vita le dolcezze

Gli affetti di Sandro Pertini tra esilio, confino e carcere fascista

 

Giovanni Taurasi, con la partecipazione di Claudio Ponzana e Arianna Bartolucci, racconta storie dalle prigioni del fascismo

Riprese di Dante Farricella

In collaborazione con ANPPIA-Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti

 

Ci sono italiani che restano indissolubilmente legati alla storia della nostra storia democratica, e tra questi figura senz’altro Sandro Pertini, tra i più amati, forse il più amato, Presidente della Repubblica italiana nata il 2 giugno 1946. Di lui è nota la storia politica nell’Italia democratica, ma prima di essere partigiano, costituente, deputato, Presidente della Camera e poi della Repubblica chi era il giovane Pertini? La politica e l’amore come passioni di una vita sono narrate nel documentario che racconta la prima metà della vita di Pertini, quella precedente alla Resistenza e al suo percorso politico nelle istituzioni repubblicane. Una storia poco nota, e a tratti perfino sconosciuta. Ricostruita tramite i documenti del tempo e le lettere ai propri cari recuperati nei fascicoli dell’Archivio centrale dello Stato.

Guarda il video: Senza conoscere della vita le dolcezze. Gli affetti di Sandro Pertini tra esilio, confino e carcere fascista.  

 

 

 

 

Le altre iniziative online di RIVOLUZIONI

25 aprile
1945/2020

In guerra
verso la Liberazione


Martedì 21 aprile
ore 10

Contare le storie

Video racconto di Valentina Arena da "Gina Cammina"
albo illustrato di Antonella Toffolo
edito da Topipittori
Voce narrante Sara Tarabusi

"Contare le storie"

 

Mercoledì 22 aprile
ore 11

Nel tempo delle scelte
8 settembre 1943 - 2 giugno 1946

Parole immagini e musica di Giovanni Taurasi e i Tupamaros 

 "Nel tempo delle scelte
8 settembre 1943 - 2 giugno 1946"


ore 15
Il conte e l’operaio che salvarono Modena dai bombardamenti

Fotoracconto di Fabio Montella

 "Il conte e l’operaio che salvarono Modena dai bombardamenti“



ore 17
Modena è libera: “Libera ogni gioia”

Testimonianze del giorno della Liberazione di Modena lette da Donatella Allegro

 Modena è libera: "Libera ogni gioia”

 

Sabato 25 aprile 
ore 11

Bella ciao
lettere sul futuro della Resistenza

Lettera agli amici

Lettura integrale della lettera di Giacomo Ulivi con immagini
Legge Simone Maretti

 "Lettera agli amici“

"Mia adorata Pally"

Le lettere di Irma Marchiani interpretate da Irene Guadagnini, tratto da Irma-Anty
regia di Sergio Mariotti 

 "Mia adorata Pally“

Monchio

Le altre iniziative online di RIVOLUZIONI

 

 

"Giù le armi"

7 aprile 1920
L'eccidio di Piazza Grande

Racconto storico a puntate

Ricerche e testi di Fabio Montella
Voce recitante Simone Maretti 

L’eccidio del 7 aprile 1920 è una delle pagine meno note della storia della città, sebbene all’epoca avesse destato grande impressione e un’eco nazionale. Durante un comizio organizzato in Piazza Grande dalle due Camere del Lavoro (socialista e sindacalista), i Carabinieri sparano sulla folla uccidendo cinque lavoratori e ferendone un’altra trentina. Perdono la vita Antonio Amici, Ferdinando Gatti, Linda Levoni, Evaristo Rastelli e Stella Zanetti.

cartelli finali 09 a 1

 

"Giù le armi" - Episodio 1

"Giù le armi" - Episodio 2

"Giù le armi" - Episodio 3

Il comizio era stato organizzato nell’ambito dello sciopero generale di protesta per l’eccidio di Decima (frazione di San Giovanni in Persiceto, Bologna) dove, una paio di giorni prima,  altri otto operai erano stati uccisi dalla forza pubblica. A Modena, quel mercoledì 7 aprile, circa 2.000 lavoratori scendono in piazza per manifestare. Al mattino, si tiene un comizio in Largo Garibaldi senza incidenti.

Al pomeriggio, un secondo comizio che doveva svolgersi in Piazza delle Scalze (oggi Piazzale Boschetti), viene dirottato su Piazza Grande. Davanti allo scalone del Municipio (dove il Comune di Modena, nel 2016, ha inaugurato una targa ricordo) operai e Carabinieri si fronteggiano e lo scontro degenera.

L’eccidio avrà conseguenze rilevanti per una città che sta vivendo un periodo di forti tensioni sociali e politiche, caratterizzato da una lunga stagione di scioperi e scontri, e segnato dalla riorganizzazione del movimento fascista, che fin dal suo sorgere, si oppone con metodi violenti al movimento organizzato dei lavoratori. 

Il podcast ripercorre l’intera vicenda e pennella alcuni tratti salienti della biografie delle cinque vittime ricostruendo, sulla base di due inchieste (una del Ministero dell’Interno e una dell’Arma dei Carabinieri), quali siano state le responsabilità dell’accaduto, frutto di un clima di grande tensione ma soprattutto di una catena di errori da parte delle autorità.

Un'anticipazione in formato video è disponibile qui.

Segui il canale YouTube dell'Istituto Storico della Resistenza di Modena per restare aggiornato sui prossimi episodi!