Villa Pentetorri

Parco XXII aprile

Nelle strette vicinanze della stazione ferroviaria modenese, sorge il Parco XXII aprile, al cui interno troneggia un settecentesco arco d’ingresso. Esso è l’unico elemento rimasto illeso dal bombardamento che il 13 maggio 1944 si abbatte sul centro storico di Modena e distrugge, tra i tanti edifici di valore artistico, la villa delle Pentetorri. Progettata nel 1652 dall’architetto reggiano Gaspare Vigarani per volere del duca Francesco I, era considerata una “delizia” suburbana, ossia un luogo di villeggiatura per lo svago dei duchi.

Il nome derivava dalla struttura architettonica dell’edificio, in cui spiccavano le quattro torri angolari e una centrale. Il sontuoso giardino rettangolare era isolato dall’ambiente circostante da un alto muro di cinta, ma era visibile dalle imbarcazioni che transitavano lungo il Naviglio, il canale modenese che passava proprio davanti. La parte posteriore invece era più scenografica, costeggiata da viali sopraelevati di cipressi, prati, montagnole, peschiere e fontane. L’interno della villa era riccamente decorato, come testimoniava il ciclo seicentesco di affreschi ad opera del pittore francese Jean Boulanger.

Con l’occupazione del ducato da parte delle truppe francesi, la Pentetorri perde irrimediabilmente tutte le sue attrattive, viene spogliata degli arredi interni e messa all’asta. Nel 1859 viene acquistata da Elia Rainusso, un armatore ligure che vi abita fino al 1906, l’anno della sua morte: per suo lascito, lo stabile diventa di proprietà dell’Amministrazione comunale che ne fa la sede dell’Istituto per le malattie tropicali dell’Università di Modena dal 1940 al 1943.

Dopo la guerra, dell’edificio non resta quasi nulla. Viene quindi demolito, lasciando intatto solo l’arco d’ingresso. Negli anni Settanta, il parco XXII aprile prende il posto del giardino della villa.

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