Teatro comunale

Via del Teatro, 8

Eretto nel 1841 su progetto di Francesco Vandelli (come ricorda una lapide sulla facciata), il “Teatro dell’Illustrissima comunità” di Modena è spostato in angolo tra via Emilia e via Farini. La sua struttura e la sua bellezza non hanno subito trasformazioni significative da allora, mentre conserva un’acustica perfetta e arredamenti raffinati.

Con la nascita del teatro Storchi, nel 1889, si specializza l’offerta culturale del comunale, focalizzata sulla grande musica. Anche questo luogo vive le vicende storiche dei secoli che attraversa, tra cui una prima chiusura durante la Prima guerra mondiale, alla fine della stagione 1914-1915, e quella del 1923-1924, per una requisizione militare. Solo tre concerti sinfonici di Arturo Toscanini nel 1920 e nel 1921 interrompono questo silenzio. Nel 1938, con la promulgazione delle leggi razziali, sono sospese le rappresentazioni di maestri di religione ebraica, mentre nel giugno 1945 riprende intensamente le sue attività dopo la chiusura bellica dando progressivamente spazio ai concerti.

Nel 1956 l’amministrazione assume la gestione diretta del teatro, che riprende la denominazione “comunale” e ospita concerti solisti e di orchestre importanti. In quegli anni iniziano qui ad affermarsi anche Mirella Freni e Luciano Pavarotti e il repertorio si apre alla musica contemporanea.

Nel biennio 1997-1998 l’edificio è stato sottoposto a un restauro totale che ha interessato le suppellettili, le tappezzerie, gli impianti.

Il Teatro comunale continua a essere un luogo di incontro, discussione e riflessione sulle proprie tradizioni, sulla propria cultura, sugli avvenimenti della contemporaneità, ospitando eventi e iniziative innovativi. Nel 2001 questo percorso di rinnovamento si è concluso con la trasformazione in fondazione e ha rilanciato un periodo di collaborazione con gli altri teatri della regione.

Nell’ottobre 2007 l’edificio è stato intitolato "Teatro Comunale Luciano Pavarotti", in memoria del grande tenore modenese a un mese dalla sua scomparsa a cui è dedicata la statua che accoglie il pubblico all’ingresso. Infine, il 2 ottobre 2021, a seguito della riapertura successiva alla pandemia di Covid, viene deciso di dedicare il luogo anche all'artista Mirella Freni.

 

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