Stazione piccola

Piazza Alessandro Manzoni

All’inizio del Novecento, Modena ha due stazioni ferroviarie: una attraversata dalla rete statale, considerata troppo distante dalla città, e una provinciale, situata alle porte del centro storico, nei pressi della cosiddetta “Barriera Garibaldi” (nell’attuale viale Virginia Reiter). Per una migliore gestione delle linee provinciali, il 4 marzo 1917 viene fondata la Società emiliana di ferrovie, tramvie ed automobili (Sefta) dalla fusione delle due società che gestivano le linee storiche Sassuolo-Modena-Mirandola-Finale Emilia e la Modena-Vignola.

A partire dagli anni Venti, tuttavia, la crescita della città rende problematico il mantenimento della ferrovia in una posizione così centrale (soprattutto per i rischi causati dalle manovre dei treni), per cui nel 1932 viene ultimata la costruzione di una nuova stazione provinciale in piazzale Manzoni denominata “Modena Trasbordo”, attualmente conosciuta come la Stazione piccola. Questa nuova stazione, progettata dall’ing. Renzo Bertolani, posta a sud-est del centro cittadino e battezzata Modena Ferrovie provinciali, diventa capolinea delle tre linee per MirandolaSassuolo e Vignola, nonché della tranvia Modena-Maranello. Nonostante in quegli anni fosse diffusa la tendenza verso linguaggi costruttivi modernisti, il Bertolani predilige un approccio eclettico, sposando elementi architettonici classici alle moderne tecnologie edilizie.  Considerata da molti troppo distante dal centro storico, viene messa in collegamento con i viali della prima circonvallazione dal grande viale Medaglie d’oro, che taglia in diagonale i fondi preesistenti. Oltre a questo importante cambiamento, grazie alla Sefta, le ferrovie provinciali “a scartamento ridotto” sono adeguate agli standard nazionali modificando la larghezza dei binari utilizzati da 0,95 metri a 1,45 metri per favorire il trasporto delle merci su rotaia anche per la rete modenese (fino a quel momento era stato necessario trasbordare le merci tra i carri a diverso scartamento). Viene così attuato un progetto risalente al 1902. Inoltre, dal 1929 al 1932 viene messa in opera l’elettrificazione di tutta la rete provinciale, ancora alimentata a carbone. Sarà il ministro Ciano in persona a inaugurare con grande pompa l’avvenimento e a tagliare il nastro della nuova stazione modenese. “Questa ferrovia, che oggi s’inaugura – proclama Ciano – è stata costruita con fascistica rapidità e con fascistica puntualità si festeggia il rito inaugurale, poiché il popolo italiano ha imparato da dieci anni a questa parte la rapidità, la regolarità, la precisione”.

La Sefta si trova a gestire 101 km di linee ferroviarie e due linee tramviarie. La sua gestione comincia a modificarsi già nel 1936, finché, nel 1954, a causa delle grosse perdite subite durante la Seconda guerra mondiale, la società è definitivamente venduta alla Provincia di Modena.

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