Stadio comunale

Viale Monte Kosica, 128

Lo stadio comunale “Marzari”, dedicato al fascista Cesare Marzari morto nella guerra civile spagnola, è uno degli elementi portanti del quartiere destinato allo sport (nelle vicinanze sorgono infatti anche le piscine comunali, l’ippodromo e il palazzetto coperto), che sorge per iniziativa del governo fascista locale nell’area nord della città, in prossimità del Foro Boario.

Il progetto iniziale, che prevedeva una galleria continua lungo tutto il perimetro dell’anello delle tribune sorretta da una serie di archi, viene presto accantonato e  nel 1938 l’opera è affidata all’ingegner Umberto Costanzini, già autore dello stadio “Il Littoriale” di Bologna.

L’edificio dello stadio viene realizzato dal Consorzio cooperative costruzioni e comprende il prato per il gioco del calcio, la pista per gare podistiche e di velocità e campi per l’atletica leggera. Il lato orientale è dominato dalla tribuna coperta dalla sezione curvilinea, studiata per garantire la perfetta visibilità agli spettatori. Un secondo fabbricato destinato a servizi lungo viale Monte Kosica, terminato nel 1942, ospita invece gli ingressi, le biglietterie, gli spogliatoi per gli arbitri, una palestra e il salone per le adunate. 

Nel 1945 lo stadio viene intitolato al ginnasta modenese Alberto Braglia e dal 2002 al 2006 l’iniziale capienza massima di 16000 spettatori è portato a 20000 con la realizzazione delle nuove tribune e la ristrutturazione di quella precedente coperta. Il nuovo intervento ha cambiato notevolmente l’aspetto dell’edificio, la cui nuova copertura metallica costituisce un elemento di forte riconoscibilità. L’attuale Curva sud sorge dove più di un secolo fa c’era la tribuna del vecchio stadio. In effetti, nel 1911 la società Club sportivo Italia ottiene dal Comune l’area prativa tra la cinta daziaria e il viale (attuale Monte Kosica) per costruire un Velodromo in legno, la cui gestione passa presto nelle mani del Modena Football Club. Tolta la pista in legno, nel 1913 il club rimette a posto anche le tribune in legno. Il campo, noto come campo dell’ex-velodromo o di Piazza d’Armi, subisce un’ultima modifica nel 1919, quando la tribuna viene ricostruita sul lato opposto, verso la cinta daziaria e viene chiuso da un muro in mattoni di recupero dall’abbattimento delle mura. 

Persone e Avvenimenti
Bio
Alberto Braglia
Avvenimento
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Avvenimento
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