Piazza Torre

Via Emilia, sotto la Ghirlandina

Subito a fianco della Torre Ghirlandina si apre Piazza Torre o “Piazzetta delle Rivendugliole”, nome che deriva dai piccoli commerci di verdura che un tempo si tenevano qui.

Al centro è posta la statua di Alessandro Tassoni (1565-1635), autore del poema eroicomico La secchia rapita, sulle vicende della guerra trecentesca tra Modena e Bologna. La statua, realizzata dal Cavazza nel 1860, nasce per volontà della “Società per l'erezione dei monumenti agli illustri modenesi”.

Affisse al lato del Palazzo comunale sono due targhe: la prima commemora l’eroismo degli internati militari italiani durante l’ultima guerra mondiale, l’altra il sacrificio dell’editore Angelo Fortunato Formiggini che, per protesta contro le leggi razziali antisemite si getta, il 29 novembre 1938, da una finestra della torre cadendo sul lembo di suolo da lui stesso denominato amaramente, tvajol ed furmajin, il tovagliolo del formaggino.

Contro la parete della Ghirlandina è il Sacrario dei partigiani nato spontaneamente dai modenesi che, subito dopo la Liberazione cominciano ad esporre qui le fotografie dei familiari dispersi, nella speranza che qualcuno possa dare loro notizie sull’onda di una prima immagine qui attaccata, unico effetto personale di un corpo non identificato ritrovato in quel punto.

Inizialmente fissati a listelli di legno addossati al muro, dopo il 1946 i ritratti sono rimossi (in occasione delle elezioni politiche del 1948, la Ghirlandina fu tappezzata di manifesti elettorali) per ricomparire nel 1949, con 1.370 fotografie raccolte dall’ANPI (Associazione nazionale partigiani d'Italia). 

Nel 1951, su pressione di alcuni cittadini contrari alla presenza del sacrario sul monumento più rappresentativo della città, la Soprintendenza boccia il progetto di riordino e ne decreta la rimozione. L'ingiunzione arriva però quando le tre nuove tabelle inclinate hanno già sostituito l'unica tabella iniziale e, tra ordini di trasferimento e domande di proroga, motivate anche dalla volontà dei familiari di caduti di non spostare il sacrario, a metà degli anni Cinquanta cessano le ingiunzioni di rimozione e il sacrario può mantenere la sua ubicazione, anche se la forma originale viene modificata nel 1995 con l'adozione di tre grandi tabelle uniche e la sostituzione delle fotografie con immagini stampate su formelle di ceramica.

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Angelo Fortunato Formiggini
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