Mercato bestiame e palazzina uffici

Largo Mario Alberto Pucci, 40

Inaugurato dal sindaco Alfeo Corassori nel 1951 e progettato dall’allora assessore ai Lavori pubblici Mario Pucci, il nuovo mercato bestiame di Modena ha una superficie di 135.000 mq (a fronte dei 54.000 del suo predecessore nell’area dell’ex-Cittadella) e sorge su un terreno adibito a campo agricolo, che, per la sua nuove destinazione, viene livellato in modo economico e agevole utilizzando le macerie di guerra che ancora ingombravano la città.

Lo spazio aperto centrale è caratterizzato da un ampio piazzale per lo scarico del bestiame e le visite veterinarie, dalle pensiline degli stalli in calcestruzzo armato e dalla torre piezometrica (ora demolite), oltre che dai binari dei carri bestiame collegati alla stazione.  Le corsie sono 48. Ognuna di esse è percorsa da acqua trattata con sterilizzante per la disinfezione e la pulizia dei “solcari” in cui si raccoglie l’urina degli animali. Tutta la superficie del mercato è dotata di una rete di fognature per l’autonomo convogliamento delle acque bianche e nere. Sono state inoltre costruite quattro vasche di lavaggio e di sterilizzazione per gli automezzi che trasportano il bestiame e collegati gli abbeveratoi all’acquedotto cittadino.

Il piazzale è delimitato da due edifici disposti lungo le strade perpendicolari, strada Canaletto e via del Mercato. Uno è destinato a quattro stalle di sosta (una per i bovini che può contenere 100 capi; una per i maiali adulti che ha una capienza di oltre 200 capi; una per 100 cavalli e una per 200 suini magroni) e a servizi. L’edificio principale, noto come “palazzina Pucci”, è un parallelepipedo di due piani fuori terra e uno interrato svuotato nella parte sud-ovest dal portico che permette il passaggio dei capi di bestiame. Il disegno del prospetto rispecchia la semplicità dell’organizzazione interna, in cui si trovano i locali per la ristorazione, la sala a doppia altezza per le contrattazioni e gli uffici.

A un maggiore spazio per le attività di contrattazione, suddivisione e ricovero dei capi si aggiunge una grande centrale di macellazione che favorisce la formazione di una serie di industrie per la lavorazione dei residui di macellazione e per la produzione di farmaci ormonici.

Dal 1962, il complesso subisce alterazioni dovute ad adeguamenti funzionali, avviandosi a un lento declino, fino alla chiusura definitiva nel 2001. La palazzina Pucci, sottoposta a tutela nel 2005 e dichiarata di interesse culturale nel 2007, al termine di un intervento di recupero completato nel 2008, è diventata sede di attività culturali. Nello spazio in origine destinato alla ristorazione è stata realizzata una sala conferenze, nella ex-sala contrattazioni trova posto la biblioteca del quartiere Crocetta mentre, al piano terra e al primo piano, si trovano nuovi uffici al posto degli originari servizi amministrativi del mercato.

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Mario Alberto Pucci
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Si rinnova la scena urbana
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