Manifattura Tabacchi

Via Sant’Orsola, 78

La Manifattura Tabacchi, situata nell’addizione erculea della città murata, è costruita nell’area dell’antico Convento di Convento di San Marco. Alcuni ambienti del convento vengono utilizzati come deposito di paglia fino al 1804, quando il complesso viene definitivamente destinato a ‘Raffineria dei Nitri’. Il trasferimento in Contrada Sant’Orsola della ‘Regia Fabbrica di Tabacchi’, dalla Contrada Stimmate dov’era dalla metà del settecento, avviene nel 1850, dopo che i locali dell’ex Convento di San Marco sono adattati alle esigenze produttive. L’intervento, databile tra il 1830 e il 1850, è da attribuirsi a Francesco Vandelli, architetto al servizio di Francesco IV d’Este.

La sede è sottoposta a diversi progetti di ampliamento, nel 1902 e nel 1937, per poter aumentare la produzione e assumere nuove maestranze, prevalentemente femminili.

In particolare il progetto del 1937, ad opera di Giorgio Morselli, realizza un nuovo ampio edificio destinato a magazzino dei tabacchi greggi e adatta l’edificio al linguaggio dei tardi anni Trenta. L’area occupata all’opificio è chiusa a sud dalla cortina continua dei fronti dei palazzi, della Manifattura e dell’Istituto San Filippo Neri, inglobando il tratto della vecchia contrada Pilotta, che conduce dalla Stazione ferroviaria al centro. 

Altri edifici sono realizzati nel 1969 a nord, accanto alla centrale termica, rifatta negli anni Trenta con la ciminiera, e chiusi da un alto muro su viale Monte Kosica. L’attuale complesso presenta una configurazione relativamente omogenea, pur essendo esito di tre successivi interventi di distinte epoche storiche. 

La fabbrica diventata il simbolo delle lotte per i diritti sul lavoro delle modenesi, dismessa nel 2002 è dichiarata di interesse culturale nel 2007, è stata sottoposta a un progetto di recupero elaborato dall’architetto modenese Tiziano Lugli, prima da Paolo Portoghesi, che ha realizzato residenze, locali per il commercio e la centrale termica. 

Alle Paltadori - dal dialetto modenese, le lavoratrici della Manifattura dette “appaltatrici”, coloro che sono occupate nell’appalto poiché la lavorazione del tabacco veniva data dal ‘600 in appalto a privati – è  dedicata la piazzetta adiacente.

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