Olinto Cremaschi

Soliera (MO), 1899 – 1974

Agricoltore, sindacalista, deputato

Olinto Cremaschi nasce nel 1899 da una famiglia di mezzadri. Insieme ai fratelli si avvicina alla politica e alle lotte contadine: si iscrive al sindacato dei contadini e alla sezione locale del Partito socialista, di cui diviene segretario nel 1921. Nello stesso anno, però, aderisce al Pcd’I di Soliera.

La sua attività antifascista comincia già dal 1922 e non si ferma nemmeno dopo l’aggressione subita nel 1923. Crea un’organizzazione contadina clandestina diffusa nel carpigiano e nel solierese e promuove numerose assemblee clandestine dei lavoratori della terra. Negli anni Trenta, si occupa della costituzione dei Comitati di difesa dei contadini e di un comitato sindacale.

Dal 1930 al 1936 subisce due arresti che lo condannano a tre anni di carcere e due di confino, contando sulla moglie Ada Ferraguti per tenere i contatti con i comunisti carpigiani. Sebbene sia continuamente vigilato, e nuovamente aggredito nel 1939, riprende la sua attività sovversiva ed entra nel Comitato federale provinciale del Partito comunista come responsabile della politica agraria, incarico da lui conservato fino alla Liberazione.

Dopo l’8 Settembre, assieme ad altri compagni, organizza presso le case dei contadini comunisti basi clandestine dove nascondere i prigionieri di guerra. È responsabile del Pci nella terza, quarta e quinta zona operativa nella pianura modenese e ispettore provinciale per il Pci. Nei Comitati di difesa dei contadini, cerca di convincerli a disertare i raduni di bestiame controllati dai nazifascisti e a ritardare la trebbiatura del grano destinato ai rifornimenti tedeschi, tutelando i contadini stessi.

Nel 1945 viene eletto segretario della Federterra, che presto raggiunge i 100.000 iscritti, ma nel 1946 abbandona l’incarico, per sostituire Alfeo Corassori nell’Assemblea Costituente.

Il 18 aprile 1948, con 70.567 preferenze, viene eletto alla Camera per il Fronte popolare democratico. Nel suo primo mandato si spende per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei mezzadri, per l’abolizione del dazio sul vino, interviene in difesa della denominazione d’origine del Parmigiano Reggiano, si batte contro i provvedimenti della pubblica sicurezza ai danni dei manifestanti e delle amministrazioni locali della zona di Modena.

Dopo il 1958 è presidente della Alleanza cooperative modenesi, svolge attività presso l’Associazione nazionale perseguitati politici (Anppia) e l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi). Dal 1966 al 1970 è alla presidenza dell’Alleanza provinciale dei contadini.

Muore nel 1974.

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