Antonio Delfini

Modena, 1907 – 1963

Scrittore

Antonio Delfini nasce a Modena il 10 giugno 1907 da una facoltosa famiglia di proprietari terrieri in declino. Orfano di padre dall’età di un anno, impara l’arte dello scrivere come autodidatta grazie ad alcune amicizie giovanili, tra cui Ugo Guandalini e Mario Pannunzio (futuro direttore del settimanale “Mondo”), e diventa narratore, poeta e giornalista. Comincia a scrivere nel 1930, collaborando con il quotidiano “Il Tevere”, poi fonda con Ugo Guandalini i periodici “L’Ariete” e “Lo spettatore italiano”, presto sequestrati e soppressi dal regime fascista. Nel 1931 pubblica la raccolta di brevi prose Ritorno in città

Nel 1935 è costretto a vendere il palazzo di famiglia su Corso Canalgrande per debiti e a trasferirsi a Firenze, a Milano e a Roma per trovare incentivi alla sua professione di scrittore. Resterà però sempre legato alla sua Modena, di cui racconta mirabilmente ambienti e personaggi nei suoi testi.
Del 1938 è la prima edizione del suo libro più noto, Il ricordo della Basca, ristampato nel 1956 con un’Introduzione narrativa giudicata il suo capolavoro. Nel 1940 pubblica uno dei pochi testi del surrealismo italiano, Il fanalino della Battimonda. È più volte impegnato nella lotta politica a fianco dei monarchici negli anni Cinquanta, poi per il partito comunista-conservatore. Nel 1952 fonda “Il Liberale”, un periodico che scrive quasi tutto da sé. Ritorna quindi alla letteratura collaborando al “Mondo”, alla “Chimera” di Vallecchi, al “Contemporaneo”, all’“Illustrazione italiana”, al “Caffè”, al “Verri”.

Nel 1957 esce l’antologia La Rosina perduta; nel 1960 la raccolta di prose satiriche Misa Bovetti e altre cronache. Seguiranno le Poesie della fine del mondo (1961) e Modena 1831 città della Chartreuse (1962). Nel 1963 Il ricordo della Basca, ripubblicato col titolo I racconti, vince il Premio Viareggio, pochi mesi dopo la morte dello scrittore, avvenuta a Modena il 3 febbraio. Nel 1982 escono postumi i Diari.

Nel novembre 1992 la nuova biblioteca civica di Modena istituita nel Palazzo Santa Margherita viene intitolata ad Antonio Delfini. Essa ha ereditato il patrimonio della Biblioteca civica, sorta come biblioteca di quartiere alla fine del 1970, con sede in Corso Canalgrande 81 (oggi Uffici giudiziari).

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