Adolfo Venturi

Modena, 1856 - Santa Margherita Ligure (GE), 1941

Storico dell'arte

Una vita tra gallerie d’arte, musei e università. Così si potrebbe riassumere la biografia dello storico dell’arte Adolfo Venturi. Nato a Modena nel settembre 1856 da una famiglia di artigiani e decoratori, segue studi di ragioneria e intanto frequenta la locale Accademia di belle arti. Nel 1878 vince il concorso come ispettore della Galleria Estense: in questo ruolo si adopera per la riorganizzazione della Galleria e per la catalogazione del suo patrimonio, usando criteri storico-filologici. Dieci anni dopo, si trasferisce a Roma perché nominato ispettore della direzione generale dei Musei e delle Gallerie presso il Ministero dell’Istruzione: la sua attenzione si concentra principalmente sulla catalogazione delle opere d’arte disseminate sull’intero territorio nazionale. Attivissimo come organizzatore culturale, co-dirige dal 1888 al 1898, con Domenico Gnoli, l’“Archivio storico dell’arte”, quindi fonda le riviste “L’Arte” e “Le Gallerie nazionali italiane. Notizie e documenti”. Dopo essere stato libero docente, dal 1896 assume la cattedra di Storia dell’arte medioevale e moderna – la prima cattedra di Storia dell’arte a essere istituita in Italia – presso l’Università di Roma: vi rimane fino al 1931, anno del suo pensionamento, componendo studi su Leonardo e Piero della Francesca, Leon Battista Alberti e Correggio. Nel frattempo, nel 1898 è diventato direttore della Galleria nazionale di arte antica di Palazzo Corsini e nel 1901 ha dato avvio a un’impresa monumentale: la redazione della Storia dell’arte italiana, che uscirà presso l’editore Hoepli in venticinque volumi fino al 1940. Alla Sapienza, fonda la Scuola di perfezionamento per gli studi di storia dell’arte medievale e moderna, dove si formano, tra gli altri, Cesare Brandi, Giulio Carlo Argan, Carlo Ludovico Ragghianti e il figlio Lionello Venturi, nato nel 1885 dal suo matrimonio con Giovanna (Jenny) Zanni. Nel 1924 viene nominato senatore del Regno. Muore a Santa Margherita Ligure nel giugno 1941.
A lui Modena ha intitolato un Istituto d’Istruzione superiore e una via.

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